Collies nella PROTEZIONE CIVILE

a cura di Laura Cavarzere c he ringraziamo per la gentile concessione delle foto e per il suo racconto

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Il collie ha rappresentato un mio sogno d'infanzia, ma per realizzarlo ho dovuto aspettare l'età adulta. Sono passati ormai 23 anni da quando York è arrivato nella mia vita, cucciolo di 40 giorni che è diventato subito il beniamino di casa, coccolato e viziato. E così, quando un anno dopo mi sono ritrovata con un bellissimo cucciolone di trenta chili, socievolissimo ma un po' indisciplinato, ho deciso di contattare un centro d'addestramento. Il più vicino a casa mia era quello della SAS (società del pastore tedesco) ed ho iniziato lì un programma addestrativo generico, orientato comunque al conseguimento degli SCH (i brevetti di lavoro SAS) e alle gare di lavoro. Ed ho imparato a mie spese che il collie ha poco da spartire con il pastore tedesco.

Comunque è stato grazie ad alcuni soci SAS che ho conosciuto Pino Gallotti e il gruppo di cui è stato fondatore: "I Lupi" di Parma."I Lupi" era ed è tutt'ora un gruppo cinofilo di protezione civile, è stato uno dei primi in Italia, e con loro ho conosciuto il mondo del volontariato di protezione civile. Presso di loro avevo anche il vantaggio di poter confrontarmi con persone che avevano già preparato dei collie in queste discipline. Insieme ad alcuni volenterosi fondammo la Sezione di Verona, e il mio York fu uno dei primi cani a sostenere l'esame attitudinale ENCI per la ricerca in superficie nell'86.Nel 1990 superò brillantemente l'esame ENCI per la ricerca su macerie, e mi dette la grande soddisfazione di ricevere i complimenti del Dott.Lesma, allora decano dei giudici di lavoro. Nel 1991 fui tra i soci fondatori dell'Associazione Unità Cinofile da soccorso "Argo 91" di Verona, di cui sono stata presidente fino al '95.

Nel 1992, dopo 2 anni di corso, conseguii la qualifica di istruttore di unità cinofile da soccorso, con diploma rilasciato dalla Provincia Autonoma di Trento.

Nel '95 York, a 13 anni, se ne andò e non riuscii a resistere senza cane per più di dieci giorni.

Marta, il mio secondo collie, arrivò il primo giorno di primavera.

Di deliberato nei miei cani c'è solamente la scelta della razza, per il resto mi sono sempre affidata al destino (o al caso che dir si voglia).

E il destino mi ha regalato Marta; con lei, forte anche dell'esperienza maturata, ho avuto una bellissima intesa, nel lavoro e nella vita quotidiana, e siamo state operative per sette anni, ed amiche per sempre.

Con Marta sono stata una delle sei Unità Cinofile allertate dal Consiglio dei Ministri in occasione dell'attentato alle Torri Gemelle dell'11 Settembre, ma non voglio annoiare con il mio curriculum di Unità Cinofila di protezione civile.Dirò solo che i miei cani sono stati sempre considerati tra i cani più affidabili del gruppo, per il loro notevole olfatto e per la costanza nel lavoro di ricerca.

Ora sto preparando Gina, sbarazzina femmina di un anno, che sta con me dall'età di due mesi ed è stata la figlia adottiva di Marta.Con lei sto raggiungendo una grande complicità, costruita sul reciproco rispetto e sulla gioia di stare insieme.

Ho preparato anche altri cani per le discipline di soccorso, ho visto soggetti di altre razze riuscire in modo eccellente in questo lavoro, ma la mia preferenza personale è sempre stata per i collies, anche se nel nostro gruppo ci sono stati solo i miei. 

Per me parlare della mia esperienza con i collies è anche l'occasione per rendere omaggio a questi cani, in particolare ai miei indimenticabili compagni di vita, York che mi ha accompagnato con pazienza per 13 anni (è stato il mio primo cane e ha pagato l'inevitabile prezzo di qualche incomprensione) e la mia grande, dolcissima Marta, che mi ha lasciato improvvisamente, andandosene in punta di piedi la notte dello scorso 30 dicembre dopo 10 anni di idillio.

Certamente lavorare con un collie richiede un atteggiamento mentale particolare, e doti di umiltà che sono molto rare negli istruttori cinofili che, normalmente, "non devono chiedere mai".Di questo cane, a cui mi guida l'istinto, apprezzo soprattutto la grande dignità e l'equilibrio, l'assenza di aggressività ed il modo di esprimere il suo affetto.   

Amo troppo questi cani per consigliarli a chiunque, ma so che se si riesce a farsi amare da un collie, si viene ripagati con grandi soddisfazioni, anche nelle discipline del soccorso.

A certi "soloni" della cinofilia da soccorso, scettici sulle doti del collie in protezione civile, ho dato per anni dimostrazioni della sua efficienza ed affidabilità.

E sono orgogliosa di essere in questi ambienti "quella dei Lassie".

Laura Cavarzere

 

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